Diversi sono gli articoli pubblicati di recente che evidenziano il carico amministrativo cui sono sottoposti gli operatori sanitari, in primis i medici, ma anche farmacisti e infermieri. Carichi che distrarrebbero, per mancanza di tempo, dall’attenzione a diagnosi, terapia e cura, intesa globalmente come presa in carico e attenzione ai cittadini/pazienti. (Exploring the administrative burden faced by hematologists: a comprehensive study in Italy , La forza lavoro oncologica è sotto pressione: le raccomandazioni dell’European Cancer Organisation per salvaguardarne la salute , administrative and financial burdens of care , The Intersecting Time, Administrative and Financial Burdens of a Cancer Diagnosis )
In tempi di Intelligenza artificiale si potrebbe supporre che l’informatizzazione di base sia già quantomeno a buoni livelli. Volendo mettersi d’accordo su cosa si intenda per informatizzazione di base, si potrebbe voler dire tenere sotto controllo la complessità dei vari processi che hanno al centro la sicurezza delle cure in via prioritaria, il monitoraggio dell’appropriatezza in via secondaria e la rendicontazione dei costi a fini di programmazione in terza istanza.
Affrontando in ordine i problemi quindi, per ciò che riguarda la sicurezza delle cure le numerose Raccomandazioni Ministeriali pubblicate nel corso degli anni (link), puntando alla prevenzione degli errori hanno posto l’accento sulla necessità di sistemi di prescrizione informatizzata, soprattutto nell’ambito dell’uso di tecnologie sanitarie a basso indice terapeutico, dove dose mediana tossica e dose mediana efficace sono pericolosamente vicine. Pensiamo alle 7, 14, 12 e 17, ma altre sono collegate. La sicurezza delle cure si relaziona anche ai costi elevati degli errori in terapia; l’informatizzazione aiuta anche a monitorare l’appropriatezza, evitando l’uso di terapie poco efficaci, standardizzando quelle efficaci, proponendo dosi e tempi di somministrazione corretti, interfacciandosi con altri dati del paziente e delle terapie in corso che possono fornire informazioni per migliorare la cura e prevenire gli errori, riconoscere le interazioni.
In questo senso in prima istanza una buona informatizzazione che integra tante conoscenze e informazioni nell’interesse del paziente dovrebbe essere la vera personalizzazione della cura a cui ambire.
Al tempo stesso le dosi erogate personalizzate dovrebbero integrarsi efficacemente con i flussi di rendicontazione analitica dei costi, essendo necessario a fini amministrativi in genere trasmettere poche informazioni relative al farmaco, alla quantità e ai costi sostenuti. Informazioni che sono un data set infinitesimale rispetto a quanto necessario e previsto dai software di gestione clinica dei pazienti.
Da questo punto di vista invece si è proceduto attraverso scarsissime operazioni di integrazione e l’istituzione di registri a prevalente interesse amministrativo, per nulla integrati con i software gestionali clinici aziendali. Registri che aiutano nella verifica della eleggibilità al trattamento dei pazienti, ma obbligano a reinserire dati completi di prescrizione, di erogazione del farmaco, già presenti nei software di gestione informatizzata. In questo senso si suppone che la priorità sia stata data alla necessità di tenere sotto controllo i costi, dovendo approvare farmaci a incerto valore terapeutico e conseguentemente economico. Inizialmente i management entry agreements, poi la nuova categoria H delle farmaco-indicazioni più innovative con un fondo speciale per incentivarne l’uso (???). Questa scelta dei registri, sempre più applicata a un po’ tutti i farmaci e le nuove indicazioni, che magari in alcuni casi può anche agevolare aziende con sistemi informatici clinici non soddisfacenti o non ancora implementati, in realtà non si rivela alla lunga, e forse neanche nei tempi brevi la più appropriata, in quanto ritarda o sopperisce con strumenti non pensati allo scopo, la gestione informatizzata globale clinica del paziente.
Se, in base all’articolo 32 della Costituzione, la Repubblica tutela la salute dei cittadini dovrebbe interessarsi in primo luogo a essere efficace e a non far male.
Riflessioni di questo tipo sono probabilmente di grande interesse per i farmacisti del SSN, cui potrebbe venire qualche scrupolo di coscienza su quale ruolo abbiano sostenuto e stiano sostenendo in tutto questo, soprattutto quando si parla di farmaci, tecnologie sanitarie e terapie.
Le raccomandazioni ministeriali sono state e sono una forte opportunità anche per i farmacisti, al fine di potenziare il loro ruolo clinico e di intervento nell’assicurare il corretto uso dei farmaci a livello periferico, di singolo servizio farmaceutico in sinergia con le direzioni sanitarie e le altre professionalità.
Quanto si è curata l’informatizzazione sino ad oggi e che priorità ci si è dati? Come si è partecipato alle scelte aziendali, regionali e nazionali al fine di indirizzare le scelte? È evidente che tutto si può ripensare e tutto è migliorabile in qualunque momento, l’importante è avere le idee chiare su quali siano le priorità del nostro lavoro nell’ambito della Costituzione. Infine quanto sia importante inseguire le priorità e non le mode o le scelte facili ma sostanzialmente inutili.
by Felice Musicco



Leave a comment